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mercoledì 17 luglio 2013

Direttori d'orchestra

Kent Nagano
Nel panorama della musica classica ci sono ormai diversi direttori moderni - americani o asiatici -  con una sensibilità potremmo dire un po' new age e con un rapporto con l'orchestra molto easy, penso a Nagano o Dudamel.  
Bravissimi e pieni di energia, però che spettacolo quei vecchi direttori che tiranneggiavano gli orchestrali abbaiando i loro comandi con accento mitteleuropeo, quasi avessero ricevuto istruzioni segrete da Beethoven o Mozart in persona!  

venerdì 22 marzo 2013

Paganini illusionista

Paganini era certamente un fenomeno, aveva una tecnica perfetta e le sue dita si muovevano sul violin0 con una precisione e una velocità eccezionali.
Ma soprattutto sapeva vendersi molto bene. A volte prima di un concerto prendeva una lima e segava leggermente tre delle quattro corde del suo violino. Naturalmente durante l'esecuzione le corde si rompevano una alla volta e lui continuava a suonare imperterrito finendo il pezzo con una sola corda.
A suo concerti spesso le donne, ma non solo le donne, svenivano. Quando improvvisava qualche pezzo di atmosfera faceva abbassare le luci in sala, e quando le candele venivano accese nuovamente la sala era disseminata di spettaori in deliquio e corpi privi di sensi mentre chi poteva si adoperava con i sali per far rinvenire i fan.

giovedì 21 marzo 2013

Come il militarismo prussiano fornì ispirazione a Bach

Nel 1717 Bach venne assunto a Cöthen come Cappellmeister, cioè come direttore della Cappelle (l'orchestra di corte).
Cöthen era la piccola capitale di un territorio tedesco governato dal giovane principe Laopold.
Il principe Leopold a sua volta era era uno scapolo di 23 anni (quasi dieci meno di Bach) che amava la musica, i viaggi ed era un musicista dilettante (suonava la viola da gamba).

Pochi anni prima, nel 1713, in Prussia era salito al potere Federico Guglielmo I, soprannominato il Re Sergente perché militarizzò la Prussia facendola diventare una potenza militare. Ovviamente nel regno del Re Sergente, tutto ordine e disciplina, non c'era spazio per ciò che era considerato superfluo. L'architettura, la danza e la pittura erano giudicate inutili. I liberi intellettuali furono poco alla volta allontanati dall'Accademia di Berlino.
E così anche gli eccellenti musicisti della Cappelle di Berlino furono licenziati in tronco.

Non appena il principe Leopold apprese il fatto, convise sua madre - la regina reggente - ad assumere tutti i musicisti della prestigiosa Cappelle di Berlino che la sua corte potesse permettersi.
Così quando quattro anni dopo arrivò Bach, egli ebbe a disposizione i musicisti più raffinati e poté scrivere musica strumentale molto impegnativa dal punto di vista tecnico. Questo fatto fu decisivo: musicisti mediocri non avrebbero potuto ispirare Bach, né soprattutto sarebbero stati capaci di interpretare le sue idee.

mercoledì 13 marzo 2013

Mozart e la libera professione

Fondamentale nella biografia di Mozart è la decisione di abbandonare il servizio musicale in una corte per mantenersi come libero professionista, vendendo la sua musica direttamente al pubblico di una grande città.
Lo stato di libero musicista durerà dieci anni, gli ultimi della sua vita.
All'inizio la sua attività privata è coronata da buoni successi che gli avrebbero permesso di sistemarsi per tutta la vita se solo avesse avuto un un decimo delle abilità di un Gluck o di un Grétry a navigare fra gli uomini.
L'anno d'oro è il 1785: il musicista si è ritagliato il suo spazio sulla scena viennese, è sposato da tre anni con Costanza Weber ed è entrato a far parte della massoneria. Viene dichiarato addirittura "il più grande compositore del mondo" niente meno che da Joseph Haydn.
Ma da lì in poi inizia il declino. Il suo rapporto con Vienna si raffredda e la corte e l'aristocrazia cittadina gli preferiscono Paisiello, Sarti o Martín y Soler. Mozart allora, abbandonata l'idea di tornare a Parigi perché il padre non gli finanzia il progetto, si rovolge a Praga che è una città musicalmente vivace e animata da uno spirito di concorrenza con Vienna. A Praga Mozart conosce i suoi ultimi successi: nel 1786 le Nozze di Figaro sono accolte con entusiasmo e nel 1887 tiene trionfalmente a battesimo il Don Giovanni.